La tempra e l'acciaio

17 AGO 20
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Caro direttore buongiorno, rinnovandole la mia immutata stima per la tempra e la costanza dei suoi pensieri, mi auguro che l'acciaio del suo carattere non perda le caratteristiche molecolari dello stesso, per questo la pregherei di trovare il modo di raggiungere anche i giovani e di non crollare in questo momento, sintetizzando al massimo il mio pensiero per quanto segue. Come sempre leggo (e vedo pubblicate nelle verie testate dei soloni dell'opposizione), che anche lei (oltre a lui!), venite criticati (a dir poco), per cercare di esporre con caparbietà ciò che è meglio (e sottolineo necessario in questo momento per il paese e che io condivido). Purtroppo i giovani oggi (colpa anche del modo di comunicare impersonale e freddo dei mezzi telematici), poco oppure nulla conoscono del nostro recente passato, e forse sarebbe opportuno ricordare agli attuali indignati, che anche noi giovani allora eravamo affascinati dal Pci e varie altre correnti di pensiero. Il sottoscritto, nei momenti liberi (a 14 anni già lavoravo come apprendista non per necessità famigliari ma per desiderio di indipendenza), leggeva il Capitale, meditando nella lettura, soffermandomi nei vari passaggi e traendo da esso un forza che purtroppo molto presto mi accorsi emblematica e utopica. Cerchi di spiegare come solo lei sa fare, questo ai nostri giovani. Direttore tenga duro.